Il lago dei cigni

01 il lago dei cigniUn maggiordomo incede maestoso verso il trono dove siede Sua Maestà la Regina; Sigfrido, il principe, lo segue e già di lontano i suoi occhi interrogano ansiosi quelli della madre, fredda e irremovibile.
Domani al gran ballo che verrà organizzato a corte appositamente per lui, egli dovrà scegliere la futura sposa fra le principesse che arriveranno da ogni parte.

 

 


Ora il principe guarda tristemente la madre, ma il suo capo annuisce debolmente; poi l’inchino di rito, alcuni passi rigidi sul lucente pavimento di marmo, verso la porta, il parco, il bosco, un piccolo lago dove Sigfrido è solito arrivare e sostare meditabondo, in preda a tristi pensieri. Egli guarda il cielo, come se tra le nubi che si vanno tingendo di rosa per gli ultimi raggi del sole egli potesse trovare la donna dei suoi sogni.
Ma vede soltanto uno stormo di bellissimi cigni bianchi; sembrano avvicinarsi al sole calante, poi, come per un comando convenuto, precipitano sulla liscia superficie del lago dove prendono a nuotare deliziosamente, dirigendosi proprio nel punto in cui Sigfrido sosta in cupa meditazione.
02 il lago dei cigniScese le ombre della sera, ai rintocchi della mezzanotte, i cigni si trasformano in graziose fanciulle che indossano abiti di piume bianche. Una di esse, la più bella, la più alta, la più sottile, porta sui capelli una coroncina di perle trasparenti. Ella si dirige con andatura ondeggiante verso Sigfrido e gli spiega di essere la regina dei cigni. Il suo nome è Odette. Insieme alle compagne che si stanno godendo sulla riva i raggi madreperlacei della luna, è rimasta vittima dell'incantesimo di un malvagio stregone; trasformate in cigni, esse possono riprendere la forma umana soltanto dalla mezzanotte all'alba.
Sigfrido ascolta rapito il racconto dell'incantevole fanciulla. Viene così a sapere che l'incantesimo si spezzerebbe solo il giorno in cui un giovane principe giurasse eterno amore a Odette, chiedendola in sposa. Odette termina il racconto, mentre una lacrima, trasparente come una perla, bagna i suoi occhi di velluto nero. Quindi si allontana sulla riva, accennando i passi di una danza lunare. Ma Sigfrido la insegue; commosso fino alle lacrime, giura alla principessa infelice il suo amore, promettendole che la chiederà in moglie la notte dell’indomani, durante la festa che la regina madre organizzerà in suo onore.
La luna nel cielo cede graziosamente il passo al sole; Odette e le fanciulle vestite di piume bianche ridiventano cigni; Sigfrido torna alla reggia esultante: ha trovato la fanciulla dei suoi sogni e la sposerà.
L’incantesimo della principessa dei cigni finirà quando, subito dopo la mezzanotte del giorno ormai incominciato, Odette, riacquistata la sua forma umana, si presenterà al castello e, fra tutte le principesse presenti, scegliendola in moglie egli le giurerà il suo amore.
Ed ecco, il gran ballo incomincia. In attesa della sospirata mezzanotte, Sigfrido danza con tutte le giovani dame convenute per la sua festa; tutte ignorano, però, che Sigfrido ha già fatto la sua scelta e che si aspetta di rivedere da un momento all'altro Odette, più bella e più incantevole che mai.
Ma prima della mezzanotte, entra in sala un cavaliere dall’aspetto sinistro; è con lui una fanciulla talmente bella e così simile alla principessa dei cigni, che Sigfrido, ingannato, corre verso di lei e, prendendola tra le braccia, comincia a danzare con quella che egli crede la sua regina. Egli non sa che la mezzanotte è ancora lontana; Odile, la fanciulla menzognera, riesce così bene a incatenare la sua attenzione, che Sigfrido non si accorge che al di là delle grandi vetrate del salone del castello, un cigno bellissimo batte trepidante le ali chiedendo disperatamente di entrare. Prima che i rintocchi dell’orologio della torre più alta del castello battano la mezzanotte, Sigfrido, inconsapevole dell'inganno, giura amore eterno a Odile e la proclama sua sposa. Ma appena dato questo annuncio, si ode un tuono assordante; le luci del salone e dell’intero castello si spengono; una tempesta si annuncia minacciosa e solo allora, Sigfrido può scorgere un bianchissimo cigno volare nella notte tempestosa verso il lago. Mezzanotte non è ancora suonata. Con un grido disperato, Sigfrido corre all’inseguimento del cigno che riesce a raggiungere, nella sua forma umana, sulle rive del lago, dove giace circondato dalle damigelle piangenti. Il cuore di Odette è scoppiato dal dolore. Così Sigfrido raccoglie fra le sue braccia la fanciulla che sembra scossa da un impercettibile tremito: sta per morire, e neppure lui vuole vi­vere più. Lentamente, dolce­mente, stringendosi al cuore la piccola Odette, si immer­ge nell’azzurro del lago, men­tre le acque si chiudono deli­catamente sopra le loro teste e la luna, quasi d’argento, cede il passo al sole rosato. Intanto le damigelle di Odette si stupiscono di non ridiventare cigni; il giorno sta per spuntare: che l’incantesimo si sia finalmente spezzato? Accarezzando i loro abiti di piume bianche, a piccoli passi avanzano nelle prime onde del lago ritornato tranquillo e scorgono, sotto le acque scintillanti e trasparenti, Sigfrido e Odette uniti per sem­pre nel loro sogno d’amore.

03 il lago dei cigni