La danza

lo schiaccianoci Nel grande teatro si sono spente le luci e si è smorzato il brusio del pubblico. Il sipario si chiude sulla scena del primo balletto in programma per la serata e gli strumenti musicali evocano dalle profondità delle quinte quegli straordinari spiriti folletti che i ballerini sembrano incarnare. E nello stesso, preciso istante lo spettatore si sente trasformato, incantato: comincia a dimenticare il suo peso e le sue preoccupazioni materiali per entrare, agile e leggero, nel mondo fantastico del balletto.

 

 

 

 

Cos'e' la danza

debra damiani 2E' uno spettacolo di grazia e di armonia che suscita l'idea della perfezione e può costituire una benefica evasione dalla dura realtà quotidiana.
Probabilmente questo è il motivo fondamentale per cui la danza è la più antica delle arti. In ogni luogo della terra, le primissime opere di pittura e di scultura rappresentano dei danzatori, perché l'uomo comprese immediatamente che attraverso i liberi movimenti del suo corpo poteva esprimere qualunque sentimento o stato d'animo.

Gli antichi danzavano durante i sacrifici, i banchetti, le feste, e ancora oggi molti popoli accompagnano con la danza alcuni momenti della loro vita.
Quante volte non è capitato anche a voi, sentendovi improvvisamente felici, di mettervi a saltare, a gesticolare e a ballare? E ciò accade perché le emozioni più vive non trovano parole per essere espresse; è il gesto in quei casi che ci soccorre e ci permette di spiegare e di rendere manifesto, grazie a esso, quello che abbiamo nel cuore.

- La Bibbia ci ricorda che David, il più famoso dei re, danzò di gioia quando poté contemplare dinanzi alla sua casa l'Arca dell'alleanza, dov'erano custodite le Tavole della Legge, date dal Signore a Mosè sul monte Sinai.
- E ci racconta come Salomé, la prima ballerina celebre di tutto il mondo antico, riuscisse a concentrare tanta perfidia nella sua famosa danza "dei sette veli" da indurre il re Erode a far decapitare S. Giovanni Battista.
- Le Baccanti, sacerdotesse di Bacco dio del vino e della gioia, celebravano le loro feste danzando per intere giornate, sino a quando, sfinite ma felici, cadevano in un sonno profondo.
- Gli storici raccontano cha a Roma, al tempo dell'imperatore Augusto, una coppia di mini-ballerini, Pilade e Batillo, fece impazzire di entusiasmo l'intera città.

Vedete dunque che in ogni tempo si è danzato e guardato danzare, con vivissimo piacere; anche se un bel giorno l'Europa decise che le donne "per bene" non avrebbero più dovuto affrontare "il disonore" dei palcoscenici. Gli organizzatori di spettacoli però non si persero d'animo e corsero subito ai ripari. L'unico che ci andò di mezzo fu il pubblico, il quale dovette sopportare le pirouette, i volteggi e le mosse leziose di giovanotti muscolosi travestitit da ninfe o da eteree donzelle.
Trascorse qualche secolo e nel Sei-Settecento il balletto, inteso come espressione moderna e riservata a pochi interpreti eletti della danza tradizionale, sorse in Francia col nome di "Ballet comique de la reine" e trovò un tale favore tra il pubblico che anche nobili e sovrani vi presero parte.
Vi sembrerà forse incredibile ma per più di vent'anni Luigi XIV, il re sole, si esercitò nella danza per tre ore al giorno, comparendo molte volte ai suoi esterrefatti cortigiani nelle vesti di qualche fiabesco personaggio.

Ma com'erano lontani, quegli spettacoli, dall'idea che oggigiorno abbiamo del balletto! Parrucche enormi e abiti goffi, lunghi e pesanti, schiacciavano i ballerini, impedendo loro di sfoderare quell'agilità armoniosa e quella leggerezza che sono la miglior dote e il maggior fascino degli interpreti moderni. Come fantocci, quegli attori tuttofare, cantanti, mimi, danzatori, si agitavano in mezzo a scene sontuose e sovraccariche, che avevano il solo compito di sbalordire il pubblico e non di aiutarlo a immaginare quel determinato ambiente, nel quale il balletto si svolgeva. Poi finalmente giunse l'Ottocento e con esso la stagione d'oro del balletto: la grazia femminile abbandonò i ridicoli e complicati costumi, prese d'assalto i teatri e vi si insediò da dominatrice, incurante delle critiche e degli sguardi rimproveratori dei puritani. Una serie di nomi celebri ci ricorda altrettanti idoli del pubblico. Maria Taglioni, Fanny Elssler, Carlotta Grisi, Fanny Cerito, tanto per citarne qualcuno, si librano in una gara di leggiadria e di abilità sui palcoscenici più famosi di Europa, suscitando accanite dispute fra i rispettivi sostenitori. Se l'una sfoggiava la più raffinata eleganza nei movimenti, l'altra balzava in alto e volteggiava con l'aerea leggerezza di una libellula, mentre il pubblico andava in visibilio.

Ma quali terribili rivalità dietro le quinte e nel cuore delle ballerine! Basti citare l'esempio dell'italiana Taglioni, che, giunta a Parigi, davanti al più bel pubblico francese, si esibì nelle corsette sulle punte dei piedi: prima di lei, nessuno l'aveva fatto e agli spettatori parve che la danzatrice volasse come una farfalla da un punto all'altro del palcoscenico. Risuonò un applauso da far tremare il teatro e le invidiose ballerine francesi meditarono una vendetta. La sera dopo, infatti, Maria Taglioni uscì piroettando sul palcoscenico, dove si sarebbe esibita da sola e vi trovò le tavole accuratamente insaponate. Ci vollero proprio tutta la sua perizia e il suo straordinario senso dell'equilibrio, per danzare con disinvoltura su quella trappola, senza cadervi!

Col passare del tempo i passi, i movimenti, la tecnica si andarono via via perfezionando, sino a raggiungere un livello che sembrerebbe umanamente insuperabile. E tuttavia, pur fra ballerini perfetti, di tanto in tanto compare l'eccezione, cioé la "stella" di prima grandezza, che fa stare col fiato sospeso e che riesce a spiegare espressioni come questa, del romanziere francese Teofilo Gautier: "la danza è un ritmo che non si ascolta, una musica che non si può vedere...".

Ma quanti e quali sacrifici costano alla stella i caldi applausi del pubblico! Per otto, dieci ore al giorno essa non fa che volteggiare e saltare, flettersi e torcersi, ripetendo ogni esercizio, ogni più breve passo fino alla sazietà; giacché la danza classica richiede una continua applicazione e un allenamento eccezionale alla fatica. Il corpo della ballerina deve infatti riuscire ad assumere con la massima naturalezza qualsiasi posizione, per difficile e assurda che possa apparire al pubblico. e intanto il viso deve restare sereno e sorridente, come se la sua proprietaria stesse passeggiando tranquillamente in un bel giardino!
Dopo tutti i voli, gli slanci, le pirouettes, la ballerina deve dare a chi la guarda l'impressione di avere un respiro normalissimo, soprattutto al giorno d'oggi, con la macchina da presa e le telecamere piazzate a pochi metri da lei, che ne frugano indiscrete il volto e la persona.

Da tutto ciò appare chiaro che, per intraprendere la carriera della ballerina, occorre possedere prima di tutto una spiccata attitudine artistica, ma subito dopo una gran buona volontà e un fisico oltremodo robusto, celato sotto un aspetto grazioso e fragile, insomma "una forza d'acciaio in muscoli invisibili".